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Uccelli misteriosi
  Uccello Misterioso di Gauguin   Paepae di Gauguin, uccello simile al Pollo Sultano
 

In un'epoca in cui si parla sempre più frequentemente di multimedialità e di ricerche interdisciplinari, persino la storia dell'arte può essere di supporto alla zoologia. Persino il pittore impressionista francese Paul Gauguin ha dato un contributo inconsapevole all'identificazione di un animale di una specie quasi del tutto sconosciuta.
Infatti, Gauguin, dopo un soggiorno in Francia, rientrò in Polinesia nel 1895 e vi rimase fino al 1901. In quell'anno si trasferì a Hiva-Oa, nelle Isole Marchesi, dove rimase fino alla sua morte. Durante quest'ultimo periodo trascorso nel Pacifico, Gauguin dipinse il quadro chiamato "Le sorcier d'Hiva-Oa" o anche "Le Marquisien à la cape rouge", oggi conservato al Musée d'Art Moderne et d'Art Contemporain di Liegi.

Pollo SultanoNel dipinto è ritratto Hapuani, uno stregone indigeno, che ha alla sua sinistra un cane, che certo non si segnala per realismo, ed un uccello. Proprio quest'ultimo ha attirato l'attenzione di un naturalista che, nel 1994, ha notato che mentre il cane era raffigurato sommariamente, l'uccello doveva aver incuriosito l'artista che lo aveva raffigurato con tratti ben precisi. Da una sessantina d'anni gli ornitologi erano alla ricerca di indicazioni su di un uccello senz'ali, chiamato dagli indigeni Takahe, Koao o Moho, descritto nel 1937 dall'esploratore Thor Heyerdahl.
Questa sorta di quaglia con piume lanuginose di colore azzurro-violaceo e priva di ali, di cui parlavano gli abitanti degli arcipelaghi polinesiani, veniva identificata, di volta in volta, con la Porzana tabuensis, con il pollo sultano (Porphyrio porphyrio) e con il takahe (Porphyrio mantelli).

La correlazione con l'animale che appare nel dipinto, ha consentito, invece, di identificare con certezza questa specie di Hiva-Oa come una variazione del takahe, il Paepae (Porphyrio paepae).
Gauguin non aveva alcuna intenzione di fare l'illustratore naturalista ma, per una volta, forse inconsapevolmente o forse perché attratto da quella specie mai vista, lo era stato... e con successo.

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