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Non bisogna andare a scomodare i mitici "chupacabras" (letteralmente succiacapre, anche se questi ultimi in Italia sono degli uccelli, dell'ordine dei caprimulgidi, e, infatti, la specie che vive nel nostro paese è il Caprimulgo europeo) per trovare dei canidi considerati criptidi, per i quali non esiste una classificazione certa e non è neppure confermata l'esistenza. Anzi, forse proprio a causa delle numerose fiabe e leggende che hanno lupi e volpi come protagonisti, proprio tra i canidi vi sono molte specie che fanno ancora parte della criptozoologia.
Tra esse va elencato l'Adjule (scritto anche Adjoule, pronuncia italiana "agiùl") della Mauritania, chiamato anche kelb el khela (cane della savana), se maschio, e tarhsit se femmina.
A parlarne agli occidentali sono stati i nomadi Tuareg e per primo lo ha descritto Théodore André Monod, naturalista francese, nel 1928.
Dell'adjule non è stata tentata alcuna classificazione ma le descrizioni lo raffigurano come affine ad un cane, un lupo o uno sciacallo. Le più recenti segnalazioni attendibili risalgono al 1992, quando colonie di questi canidi selvatici sono state avvistate in zone costiere della Mauretania. Molti naturalisti ritengono che si tratti, in realtà di un branco di Licaoni (Lycaon pictus), o Cani selvatici africani, e di questo parere era anche lo stesso Monod, scomparso nel 2000.

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